Paulina Loeliger, il poker come mezzo di riscatto

paulina loeliger

Spesso e volentieri ci siamo ritrovati ad affrontare storie in cui si mescolano il poker e la vita privata dei protagonisti. Nei giorni scorsi abbiamo toccato un altro tema molto delicato, come quello dell’inclusività nel nostro gioco preferito. E lo abbiamo fatto dopo un annuncio doloroso ma inevitabile come quello di Vanessa Kade. Un’altra donna molto in vista nel panorama pokeristico internazionale è Paulina Loeliger.

Una bellissima donna ma anche una giocatrice molto abile, nonchè assidua frequentatrice di alcuni tavoli di cash game high stakes di alto livello. Come quello dell’Hustler Casino, dove si produce uno degli show più seguiti dagli americani proprio per quanto riguarda il poker live. Paulina è stata spesso al centro di questioni spigolose, legate al suo modo di stare al tavolo spesso frainteso dai suoi avversari.

 

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La sua storia spiega quanto il poker possa essere di aiuto a livello privato.

Paulina Loeliger e una valvola di sfogo chiamata poker

La Loeliger, meglio nota come PokerBunny, è chiaramente consapevole di essere piacente. Una fisicità che riesce anche a sfruttare attraverso un canale molto seguito e apprezzato su Twitch. Ma la sua non è sempre stata una vita facile, come rivela lei stessa in una recente intervista:

Al cash game ho iniziato a guadagnarmi da vivere in Australia. Ero vestita in modo ridicolo. Ma questi abiti hanno aumentato la mia percentuale di vittorie. Il fatto che i ragazzi abbiano cercato di battermi in ogni mano mi ha aiutato molto.

 

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Al netto delle vittorie ottenute, però, Paulina Loeliger ha anche dovuto affrontare gli insulti dei suoi avversari, chiaramente frustrati:

Al tavolo mi chiamavano puttana, stupida. Ma non importava a nessuno, né ai dealer né ai poker room manager. Nessuno mi ha mai difeso. L’Australia è piena di misogini che non trovi ai tavoli negli Stati Uniti.

Alla fine dei conti, però, Paulina si rende conto di quanto il poker l’abbia aiutata a venire fuori da una fase critica della sua vita:

Negli ultimi 3 anni mi sarei suicidata se non avessi iniziato a giocare e a fare quello che sentivo. E ogni giorno mi sveglio e mi rendo conto che la mia vita potrebbe essere completamente diversa se non fosse per il poker.

 

Alla faccia dei misogini e di chi non riesce a cogliere il merito e le skill in cui ha solo qualcosa in più sul piano estetico.


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Author: Frank Snyder