le mani da giocare in base all’avversario

gto-stefano-atzei

Tutti i grinder un po’ più navigati, curiosi, che vogliono migliorare il proprio gioco, prima o poi entrano in contatto con le charts, le tabelle di range di apertura ottimali, ma non tutti sono consapevoli dell’esistenza della soglia dei range, di cui parleremo in questo articolo.

Prima di cominciare ti ricordiamo che puoi scaricare il pdf con i range di apertura di Grinderlab iscrivendoti alla newsletter. Segui questo link alla pagina contatti, in fondo alla pagina troverai il box per iscriverti e ricevere gratuitamente le tabelle!

 

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Range Treshold – La soglia dei range

Partiamo con una breve spiegazione di come vengono generati i range di apertura: supponendo un gioco ottimale (o pseudo tale) da entrambe le parti, giocatore e avversario, ogni singola mano per ogni singola action ha un valore atteso (EV).

Più è alto l’EV, più vorremo inserire quella mano all’interno del nostro range, anche se dovremo tenere in considerazione diversi aspetti tra cui balancing, mixing eccetera. 

Esistono però delle mani che hanno valori di expected value vicini allo 0, la parte “breakeven” del nostro range. In altre parole mani che non faranno troppa differenza se sceglieremo di rilanciarle o di foldarle, eccezion fatta per come possono incidere sulle frequenze.

Queste mani sono quelle che si definiscono soglia del range, e sono importanti da conoscere perché sono quelle che possono rivelarsi profittevoli contro determinati avversari, e dannose contro altri.

Sono quindi le prime da adattare quando affrontiamo strategie diverse.

soglia di range treshold

Le mani in rosso sono quelle a EV 0, le prime ad andarsene se necessario. Screen preso da un video di GTOWizard

 

Come adattare il range alle tendenze avversarie

Questa è la parte più lunga e spinosa, che non riusciremo a spiegare in maniera esaustiva.

Immaginiamo ad esempio un T8s da cutoff nel classico cash game 100x. È una mano valida da rilanciare, in particolare perché ha una buona giocabilità e molti board favorevoli, ci consentirà di vincere alcuni pot uncontested, e spesso godremo del vantaggio posizionale.

Ovviamente però quando riceveremo un call o un raise, la nostra equity grezza di partenza sarà molto spesso inferiore a quella avversaria, motivo principale per cui l’EV di questa mano è vicino allo 0.

Se il giocatore di BTN ama 3-bettare con un ampio range in posizione, in particolare incentivato dal nostro range loose di CO, troppo spesso dovremo foldare il nostro T8s e con esso i bb investiti per rilanciare.

 

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Allo stesso modo se i blinds sono giocatori solidi che possono metterci in difficoltà in svariate maniere, con tutto il vantaggio posizionale del mondo potremmo non avere vita facile.

Al contrario se i blinds avranno una tendenza particolare a foldare ai tentativi di steal, o sono molto weak-passive post flop, questa mano guadagnerà valore atteso e dovrà assolutamente far parte del nostro range.

Insomma, i concetti da considerare sono molti, anche se sempre gli stessi: posizione, range avversari, tendenze avversarie pre e post flop e relativi leak. Unico modo per riuscirci? Studiare 😁


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Author: Frank Snyder