Jonathan Little ci spiega come (non) overplayare gli Assi

jonathan little

Giocare una coppia di Assi in un qualsiasi tavolo di poker è al tempo stesso la cosa più facile e più difficile che si possa fare. Da una parte c’è il fatto di avere a disposizione una mano fortissima, soprattutto pre-flop. Dall’altra parte emergono due problemi. Il primo è la necessità di massimizzare l’eventuale profitto, il secondo è il timore di venire “scoppiati”. Di tutto questo ha di recente parlato Jonathan Little.

Il noto giocatore e coach ha provato ad approfondire una nuova maniera di sfruttare i pocket aces al tavolo. In particolare, in una analisi che è stata riportata anche sul sito di CardPlayer, si è parlato di overplayare una coppia di Assi. Una spiegazione molto dettagliata sulla quale abbiamo deciso di soffermarci in questo articolo.

 

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Jonathan Little spiega come overplayare gli Assi

Siamo in un tavolo di cash game 1-3 dollari e abbiamo uno stack da 300 dollari. Andremo a rilanciare 12 dollari con A♦A♠ da early position, che è una buona giocata. Fanno call i giocatori da hijack, cutoff, bottone e il big blind.

Il flop recita J♠J♣6♦ rainbow, il big blind fa check e noi su un pot da 60 dollari ne punta 40. Anche se la value bet può sempre essere una buona mossa, si tratta in questo caso di un errore perchè nel range di almeno uno dei nostri avversari può esserci un Jack. Anche se una coppia di Assi in questo caso può essere ancora la best hand, difficilmente una mano peggiore della nostra farà call.

Si potrebbe piuttosto checkare e mettersi in check-call su una bet che riceve solo fold dagli altri giocatori. Oppure mettersi addirittura in check-fold se siamo di fronte a una bet e a un raise. L’ultima opzione è davvero estrema ma bisogna capire che in un caso del genere ci troveremmo di fronte a mani veramente forti. In ogni caso, sulla nostra puntata chiama solo il cutoff.

Errori anche su turn e river

Il turn è un 5♦ che apre un flush draw di Quadri. Puntiamo 80 dollari su un pot di 140 e commettiamo un altro errore. Sappiamo che il nostro avversario rilancia sempre con un Jack quindi reputiamo di avere ancora la mano migliore. Il problema con questa linea di pensiero è che non sappiamo realmente cosa possa avere in mano il nostro avversario. Dobbiamo realizzare che su determinati board il call con trips è spesso preferibile al raise. In ogni caso arriva ancora un call.

 

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Il river è un 2♠ e decidiamo di shovare i restanti 168 dollari su un pot di 300. E concludiamo la mano con un altro errore, meno grave dei due precedenti. In una situazione del genere, il check-fold è la giocata migliore da fare anche per una questione di stack. Resteremmo con 168 dollari che corrispondono a poco meno di 60bb. E sapremmo anche che una bet del nostro avversario difficilmente sarebbe in bluff, seguendo la history della mano.

In ogni caso il cutoff fa ancora call e mostra J♥10♠. Noi ci alziamo dal tavolo con una consapevolezza: abbiamo giocato la mano senza conoscere il range del nostro avversario e lo abbiamo portato esattamente dove voleva lui.


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Author: Frank Snyder