anche PokerStars chiude il mercato, sospesi i servizi

pokerstars russia

Dopo le previdenti uscite di Bwin e partypoker, anche PokerStars segue la strada del muro economico nei confronti della Russia a seguito dell’invasione dell’Ucraina.

Come sappiamo l’occidente sta reagendo alla guerra con una reazione pacifica ma distruttiva, applicando grosse sanzioni all’economia russa per disincentivare le sue azioni.

Molte multinazionali del mondo occidentale si sono unite a questa battaglia – se vogliamo definirla – “strategica”, smettendo di operare, commerciare o produrre in suolo russo.

Dopo Nike, IKEA, Apple, Netflix, ma anche YouTube, Twitch, OnlyFans e PornHub, la poker room della picca rossa ha deciso di aggiungersi alla lista, annunciando che non offrirà più i suoi servizi.

 

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La notizia nasce da un semplice tweet, asciutto, che non dà spiegazioni di nessun genere: “Aggiornamento importante: stiamo sospendendo tutti i nostri servizi in Russia.”

Non è chiarissimo quindi come questa sospensione si applichi effettivamente. Di sicuro i russi non potranno utilizzare la piattaforma per giocare a poker, ma potranno ancora prelevare o depositare? Se decideranno di spostarsi in altri paesi potranno giocare dalle loro nuove case?

Non dimentichiamo che i russi compongono una grossa fetta di mercato per PokerStars, e tra essi ci sono anche svariati professionisti, che così vedranno di punto in bianco eliminata la loro fonte d’entrate principale. In un momento dove l’economia russa sta crollando a picco, per questi pochi pro la chiusura di PokerStars potrebbe tradursi in un problema di ampia portata.

E come le sanzioni colpiscono di rinculo anche l’occidente, lo stesso discorso vale per le aziende. Niente più gaming per i russi su PokerStars, ma anche la picca rossa soffrirà di cali nei montepremi, soprattutto in vista delle prossime SCOOP…

 


Author: Frank Snyder